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PERCHÉ UN SITO SPECIFICO PER LAVORATORI E LAVORATRICI PART-TIME

Il contratto part-time (o a tempo parziale) è un contratto di lavoro subordinato che ha una sola differenza rispetto al normale contratto di lavoro: prevede un orario minore. La retribuzione e tutti gli istituti contrattuali sono riproporzionati in ragione dell’orario ridotto.

Il contratto di lavoro della lavoratrice/lavoratore part-time deve indicare chiaramente sia l’orario ridotto, sia la sua distribuzione nell’arco della giornata, della settimana, dei mesi; ove l’orario sia articolato a turni va individuato mediante turni programmati di lavoro articolati su fasce orarie prestabilite.

Ogni prestazione eccedente l’orario concordato tra le parti si chiama lavoro supplementare a cui è riconosciuta una maggiorazione prevista dal contratto nazionale di lavoro e, se non definito dal contratto nazionale, il datore di lavoro non può richiedere più del 25% delle ore di lavoro settimanali concordate.

Il lavoratore può rifiutarsi di svolgere lavoro supplementare ove giustificato da comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale.

La lettera di assunzione gioca un ruolo fondamentale perché deve contenere sia l’orario ridotto concordato, sia la distribuzione della prestazione lavorativa.

 

I contratti di lavoro part-time possono essere di diverse tipologie: orizzontale (distribuito sulla settimana), verticale (distribuito solo in alcune giornate), misto (alternato su settimane e giornate) e ciclico (solo in alcuni periodi dell’anno).

In alcuni casi questa prestazione è ricercata dai lavoratori e dalle lavoratrici per conciliare gli impegni di lavoro con gli impegni familiari. Va però segnalato che negli ultimi anni sono in aumento i casi di coloro che, pur di lavorare, si trovano costretti ad accettare contratti di lavoro a orario ridotto, a volte spezzettato, e con retribuzioni e contribuzioni previdenziali al di sotto della soglia di sopravvivenza: in questi casi si parla di part-time “involontario”.

Una recente ricerca della Cgil  (7 ottobre 2017 > vedi allegato) ha evidenziato che nel 2017, nel nostro paese, i contratti part-time hanno raggiunto la cifra record di 4 milioni 329 mila.

“Oltre il 60% di questi lavoratori (2 milioni e 622 mila)
sono part-time involontari”

Buona parte dei contratti part-time sono concentrati nel settore turismo/commercio, nei servizi e negli appalti. Si tratta di lavoratori che proprio per il basso numero di ore contrattuali, pur avendo un’occupazione, hanno un basso reddito, rientrando così nella categoria dei “lavoratori poveri”. Sono figure facilmente ricattabili, perché la necessità di aumentare il proprio reddito li spinge ad accettare condizioni di lavoro spesso disagiate o non rispettose dei contratti nazionali, per poter essere autorizzati ad effettuare ore di lavoro supplementari o straordinari. In molti casi, si tratta di lavoratori e lavoratrici dipendenti di aziende in appalto, soggetti a continui cambi appalto e a continue modifiche della loro prestazione lavorativa.

Proprio a causa della ricattabilità della loro condizione e della frammentazione della loro prestazione, questi lavoratori part-time possono trovarsi a pensare di non essere nelle condizioni di poter pretendere il rispetto dei propri diritti, né tantomeno provano ad organizzarsi sindacalmente.

Ci è parso quindi indispensabile aprire questo sito: un valido strumento di informazione sui propri diritti, ma anche un luogo di scambio e di denuncia rispetto a quanto i lavoratori e le lavoratrici part-time devono subire nei loro luoghi di lavoro. Un portale di riferimento collettivo per trovare insieme ai delegati e ai funzionari CGIL soluzioni contrattuali al fine di migliorare la propria condizione lavorativa.

Novembre 2017, Camera del Lavoro di Brescia

 


Sul sito potete trovare:

  1. Class Action contro INPS per recuperare settimane di sospensione lavoratori part-time verticale ciclico
  2. Minimi contributivi-reddito
  3. Normativa e diritti dei part-time (a cura ufficio legale della Cgil Brescia)